Una città con le palle: Bergamo, tre testicoli e non solo

Che ci siano a Bergamo tre testicoli famosi è noto. Ma non è per quello che è una città con le palle. Non solo per quello, almeno.

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La fama dei bergamaschi li precede. Gente genuina e forse un po’ burbera, che non va troppo per il sottile, generazioni di magüt che hanno tirato su l’economia della zona mattone su mattone, l’intercalare pòta. Insomma, Bergamo è una città con le palle, e non soltanto per la storia dei tre testicoli che è legata alle sue fortune medievali.

Cos’è questa associazione “Bergamo tre testicoli”?

Lo vedete qui a sinistra (o lo avete visto in apertura se navigate da mobile), lo stemma di Bartolomeo Colleoni, riprodotto sul cancello della cappella che porta il suo nome. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, credo basti sapere che era un esponente di una importante famiglia bergamasca del ‘400, e che accumulò enormi fortune facendo il mercenario.

Anzi no, serve almeno un altro dettaglio: la leggenda vuole che la cappella Colleoni sia stata costruita abbattendo la sagrestia della basilica di Santa Maria Maggiore. I preti non volevano autorizzare il buon Bartolomeo, e lui si è autorizzato da solo. Gente pragmatica i bergamaschi, altro che le ruspe di Salvini!

I tre testicoli sono appunto le tre pallette che si vedono nello stemma (e che, sempre secondo la leggenda, erano anche la dotazione di Bartolomeo sotto l’armatura), e questa è la cappella Colleoni

cappella colleoni bergamo tre testicoli

Accanto, la bellissima basilica di Santa Maria Maggiore è rimasta, e vi consiglio di entrarci. Poco importa se ne uscirete col collo indolenzito furia di guardare in alto verso il soffitto: ne vale la pena. Immaginate un involucro medievale e un ripieno barocco, e quando dico ripieno non lo dico a caso

basilica santa maria maggiore bergamo

Bergamo alta: un tuffo nel medioevo

Un altro motivo per cui Bergamo è una città con le palle è che ha conservato il suo centro storico come poche altre città in Italia, con tanto di mura che lo circondano. Arrivando alla stazione, lo vedete subito lì in alto, fra merli, torri e palazzi signorili.

Piccola parentesi: mentre giravamo per le vie del centro, la mia amica L., che a Bergamo vive e lavora come insegnante, mi ha raccontato di essere stata cazziata bonariamente dai suoi alunni: Profe, si dice Città alta, non Bergamo alta! Ecco, questo orgoglio pignolo mi è piaciuto moltissimo anche se, da non bergamasche, ci siamo sentite rincuorate nel vedere questa insegna nel cuore di Bergamo alta

bergamo alta

Passeggiare per le viuzze strette di Bergamo è piacevolissimo: mattoni a vista, chiesette, botteghe antiche e negozi artigianali, caramellai e pasticcerie, porte e insegne in legno. Piazze piccole e sobrie, come Piazza Vecchia e piazza del Duomo, che dal medioevo sono punto di riferimento della vita cittadina.

campanone bergamo

palazzo della ragione bergamo

Cosa mangiare a Bergamo e dove?

Manco a dirlo, anche a tavola i bergamaschi la sanno lunga. Piatti della tradizione, molto sostanziosi e saporiti: polenta taragna, casoncelli, carni in umido, formaggi di capra. Provateli al Circolino di Città Alta, insieme a una birra artigianale del birrificio Sguaraunda, che produce a Pagazzano, vicino Bergamo. Ne uscirete rotolando, ma felicissimi.

E visto che dovrete smaltire il pranzo, evitate di tornare giù verso la città bassa riprendendo la funicolare che vi aveva portato su. Approfittatene e camminate lungo le mura fino alla porta di San Giacomo. Da lì, oltre che questa vista, che nelle belle giornate vi farà vedere anche il decollo degli aerei dal vicino Orio al Serio

bergamo alta vista da porta san giacomo

potrete anche proseguire il vostro cammino lungo un sentiero stretto e silenzioso, con i ciottoli per terra e i rampicanti sulle pareti, che vi darà l’impressione di essere entrati in un labirinto

bergamo alta percorso da porta san giacomo

Niente paura: vi ricongiungerete all’improvviso con via Sant’Alessandro e sbucherete in una delle piazze più antiche di Bergamo bassa, piazza Pontida

piazza pontida bergamo

Da lì, potrete concedervi anche un po’ di shopping, oppure visitare i due musei più importanti della città, il GaMEC e l’Accademia Carrara.

Io me li godrò alla prossima gita a Bergamo. Sì, ci torno di sicuro: mi piacciono le città con una forte personalità. Pòta!