Como in riva al lago, oltre al battello c’è di più

Bella Como in riva al lago, ma potete anche evitare il giro in battello che fa tanto truffa ai turisti. Piuttosto, il lago guardatelo dall’alto.

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Innanzitutto, visto che leggendo il titolo ci avrete sicuramente pensato, vorrei dare un senso al vostro canticchiare

Adesso, dopo aver apprezzato la grazia e la raffinatezza di queste saltellanti donzelle anni ’90, possiamo parlare del vero argomento: cosa fare durante un giro a Como in riva al lago.

Un giro da fare rigorosamente a piedi: i battelli sono affollatissimi e pieni di turisti sprovveduti. Quelli che vi promettono un tour di mezz’ora vi stanno solo rubando 5 euro (ditemi voi quanto potrete mai vedere in mezz’ora, considerando anche i tempi di imbarco e sbarco, dai…). Quelli che vi promettono giri più lunghi, e magari con pasto a bordo, vi stanno chiedendo decisamente troppo rispetto a quello che vedrete e mangerete.

Allora cosa vedere a Como girando a piedi?

Praticamente un po’ tutto: il centro è piccolo, e un altro paio d’ore bastano per godersi il lago. Il suggerimento, se partite da Milano, è proprio quello di arrivare alla stazione di Como Lago: due passi — letteralmente — e sarete già a mollo nel Lario.

como in riva lago stazione como lago

Il resto dell’itinerario dipende dal tempo che avete a disposizione: io ci ho impiegato un pomeriggio, più o meno 4 ore piene. La prima tappa, però, non è proprio in riva al lago.

La funicolare Como-Brunate

A 5 minuti a piedi dalla stazione di Como Lago c’è la stazione della funicolare per Brunate, un paesino di neanche 2.000 anime arroccato a 700 metri sopra Como. Si raggiunge con una simpatica funicolare costruita a fine ‘800 che porta su una quarantina di persone alla volta, su una salita bella ripida.

funicolare como brunate

Brunate nasce come borgo rurale, ma la vista che si gode da lassù è molto bella, e per questo dalla metà dell’800 ha cominciato a trasformarsi in luogo di villeggiatura per i ricchi borghesi milanesi, che qui avevano trovato il proprio elegante buen retiro. In effetti, come dar loro torto:

como vista panoramica da brunate

A Brunate c’è anche il Faro Voltiano, che però è a circa mezz’ora a piedi dalla funicolare e per stavolta ho dovuto farne a meno. È il classico monumento inutile che il fascismo volle dedicare a un italiano famoso, in questo caso Alessandro Volta (originario di Como, ndr): nulla di che, se non per il fatto che salendo fino in cima si può vedere in lontananza anche il Monte Rosa.

Tappa in centro: Duomo e Casa del fascio

Ripresa la funicolare verso Como, dedicatevi a un giro in centro. L’avrete notato da Brunate: quella cupola verde è il Duomo, che a una vista più ravvicinata si presenta così, lato A e lato B (tanto per non farvi dimenticare delle donzelle anni ’90 di prima)

duomo di como fronte

duomo di como retro

Proprio qui sotto il cupolone verde vi ritroverete a passare col treno quando starete per arrivare alla stazione. Sarete troppo distratti dalla sensazione che il vostro convoglio stia per sfondare dei palazzi, per accorgervi che alla vostra destra c’è la famosa Casa del fascio

casa del fascio como

Ma come, un residuo del fascismo? Sì, perché a differenza di quella roba retorica e senza senso del Faro Voltiano, qui siamo davanti a uno dei più importanti palazzi del razionalismo italiano.

Un peccato che architetti come Terragni, papà della Casa del fascio, abbiano dovuto esprimere il loro talento in un periodo così disgraziato, con committenze spesso troppo ignoranti per capire quanto fosse rivoluzionario questo stile architettonico. Nel Paese del barocco, la linea geometrica e minimalista è un vero e proprio atto di coraggio.

Un peccato che oggi questo palazzo sia così dimesso, quasi fosse in punizione. È da qualche decennio sede della Guardia di Finanza, circondato dal traffico e nascosto dai binari del treno. Il Duomo lì accanto, in effetti, fa più presa sui turisti russi: perché valorizzare anche questo parallelepipedo di marmo bianco? Eh, ufficio del turismo di Como, perché?

Non in riva al lago, ma sul lago: Life Electric

Molti pensano che quest’opera non sia altro che ferraglia, e le polemiche sul coinvolgimento di un’archistar per un’opera pubblica — si sa — non sono mai abbastanza.

Life Electric è una creatura di Daniel Libeskind, lo stesso architetto che ha concepito e realizzato quella meraviglia del Museo Ebraico di Berlino, e che ha firmato il progetto di una delle tre torri di CityLife a Milano, insieme a Zaha Hadid e Arata Isozaki. Stavolta si è cimentato con un’installazione dedicata a, indovinate un po’, Alessandro Volta e l’ha piazzata proprio sull’acqua. Secondo me è un bel progetto, e provo a spiegarvi perché.

como life electric

Intanto per arrivarci dovete percorrere una lunga passerella. Man mano che vi avvicinerete alla meta, sentirete sempre meno i rumori delle auto di grossa cilindrata e targa svizzera che fanno le vasche sul lungolago, e sentirete sempre di più i rumori del lago. Il verso dei germani reali, il rombo ovattato degli aeroplanini da diporto, il barrito (sì, sembrano elefanti) degli imbarcaderi di ferro che ondeggiano in attesa del ritorno dei battelli.

Ha uno stile totalmente diverso da ciò che lo circonda: è di metallo, stilizzato, chiaramente artificiale, mentre intorno ci sono solo elementi naturali, acqua, cielo, animali che nuotano o volano e montagne verdi. Eppure non stride, perché li riflette sulla sua superficie specchiata come se li assorbisse.

Poi è esteticamente figo. Sono due sinusoidi intrecciate, che vi sembreranno assumere una forma sempre diversa a seconda del punto di vista da cui le osservate.

libeskind life electric como

Il rapporto con lo spettatore per un’opera è tutto. Vabbè, ma sarà buona giusto per farsi un selfie. Sì, lì sotto troverete tante persone che si fanno un selfie con questa specie di specchio deformante del luna park, e allora? La vostra lamentela è giustificata solo se voi non siete mai caduti in questo peccato di vanità 3.0. E anche voi ci siete caduti ovviamente.

Io preferisco l’interazione all’indifferenza. Anche se è più pop che snob. Quindi, per me, Libeskind ha colpito nel segno.

Ultimo giro sul lago: to do list per la prossima gita a Como

A questo punto non vi resterà tantissimo tempo, ma dal lungolago potete comunque guardarvi intorno e segnarvi cosa resta da fare a Como per la prossima volta che ci verrete. Potete fare una pausa sulle panchine vicino al Tempio Voltiano (che tanto sarà chiuso), sotto quegli strani alberi a cupola, e raccogliere le idee

lungolago como

Ad esempio, Villa Olmo, dove spesso ci sono mostre interessanti, o un giro di prova su uno degli aeroplanini dell’Aero Club, o un altro pezzo dell’itinerario razionalista con il Novum Comum.

Ok, ma intanto, bilancio della visita a Como in giornata?

Il classico bella, ma non ci vivrei. È una cittadina molto ricca, curata e attenta alle apparenze. Una cittadina che ha saputo truccarsi bene per piacere di più a chi aveva i danè, e poi lo stile di chi aveva i danè ha anche iniziato a copiarlo.

Però girando in centro e mischiandoti alla gente del posto, non puoi fare a meno di notare come quella sia la classica ricchezza da arricchiti, e che in realtà, nonostante Cernobbio, George Clooney, le Hogan, le Lamborghini con targa svizzera e i golden retriever, l’atmosfera sia sempre quella di provincia.

como provincia

Un po’ come Sabrina Salerno e Jo Squillo, che su quel palco a Sanremo si saranno anche sentite arrivate, gnocche (almeno per i gusti dell’epoca), ricche e famose, ma poi oltre alle gambe non si è mai capito cosa ci fosse di più.