Da Riva del Garda al lago di Ledro per la strada del Ponale

Da Riva del Garda al lago di Ledro su per la strada del Ponale: fuga di un giorno se non sei un dio del trekking ma ami i panorami (più bonus track se piove).

6' di lettura

Era da un po’ che non scrivevo nulla sulle gite fuori porta di Latofinestrino. Dato che stiamo tutti vivendo quel momento di transizione meglio noto come “leferiesonofinitemadonnaquandoarrivanatale“, ho un suggerimento da sfruttare finché il bel tempo regge. Potete andare nella zona trentina del lago di Garda, più precisamente a Riva del Garda, e salire fin su al lago di Ledro, passando per la strada panoramica del Ponale.

da riva del garda al lago di ledro

Se invece il tempo non dovesse reggere, c’è un’idea alternativa alla fine del post 🙂

Ma il lago di Garda non è affollatissimo?

Pur non essendo Desenzano, anche Riva del Garda sicuramente è una meta turistica abbastanza gettonata (soprattutto da tedeschi, olandesi e, sì, appassionati di windsurf).

centro storico riva del garda

Ha un enorme vantaggio però: se si inizia a starnutire in modo convulso davanti all’ennesimo sandalo con calzino, se il vostro istinto omicida di solito è direttamente proporzionale al numero di pizze accompagnate dal cappuccino che avvistate nel raggio di 50 metri, potete fuggire.

Non che non vi consigli un giro in paese: è carino, piccolino e, per chi viene dal mare, alcune scene come questa

riva del garda trentino

sono sicuramente ipnotiche e hanno un loro fascino surreale. Io però vi suggerisco di saltare questo passaggio, che potrete comunque recuperare al ritorno, per andare direttamente alle cose più belle. Piccolo spoiler: i turisti tedeschi ci saranno lo stesso, ma almeno niente pizzacappuccino e sandalocalzino 😛

La strada panoramica del Ponale

A circa 15 minuti dalla piazza del Comune, in pieno centro, inizia una salita lunga circa 4 km che offre una vista mozzafiato sull’estremità nord del lago di Garda. È la strada panoramica del Ponale, praticamente una mulattiera, stretta e sterrata, che fino a una ventina d’anni fa era l’unico modo per raggiungere da Riva il paesino di Ledro, a circa 600 mt più in alto.

riva del garda ponale

Dal 2004 è stata riaperta come sentiero ciclo-pedonale, ed è una passeggiata perfetta per chi non è proprio un drago del trekking ma apprezza comunque la vista di barchette a vela, windsurf, alberi, paesini colorati e pedalò circondati da un turchese a cui tutti i filtri di Instagram fanno una pippa.

strada panoramica del ponale

Due sole raccomandazioni: evitate di rovinare le Stan Smith da città, meglio degli scarponcini o comunque delle scarpe da trekking. Soprattutto, occhi aperti ai fanatici della mountain bike — tedeschi e non — che vanno a velocità assurde lungo il sentiero e hanno dei grossi problemi di comprendonio riguardo al concetto di fila indiana o a quello dell’utilizzo del campanello.

strada del ponale da riva del garda

Non sono comunque così molesti da rovinare tutto. E poi, dopo essere stati sorpassati, è facile che li ritroverete 200 metri più avanti alle prese con una gomma bucata. Il karma arriva per tutti, tiè.

ciclisti strada del ponale

Da Riva del Garda al lago di Ledro

Siete partiti da Riva del Garda, avete percorso la Ponale in modo tranquillo e piacevole, senza neanche avere il fiatone. Magari vi fermate anche al bar alla fine della strada (dove sono tanto onesti da vendervi il caffè a 1 euro, nonostante potrebbero venderlo a 1,5, visto che sono gli unici), e vi accorgete che vi è addirittura venuta voglia di proseguire!

sentiero da riva del garda al lago di ledro

Dev’essere il potere della cromoterapia virata al turchese, mi era già successo l’anno scorso durante un weekend fra Trentino e Alto Adige ma, in barba alla mia “cittadinità”, ho chiesto io a L. di continuare il cammino e completare il percorso fino al lago di Ledro, per più o meno altri 6 km.

Confesso: gli ultimi 3 km sono un  po’ più noiosetti a livello paesaggistico, perché si passa dentro dei micro-paesi che hanno più orti che case, e sono anche i più difficili da gestire in quanto a pendenza. Se sono sopravvissuta io, può farlo chiunque 🙂

sentiero molina lago di ledro

Il trucco è seguire il percorso suggerito per le mountain bike, che è largo abbastanza da convivere in sicurezza con i ciclisti e un filo meno ripido dell’altro. Quanto tempo serve? Io ci ho messo un’ora e mezza, dal bar della Ponale alla riva del lago di Ledro, a cui si sommano altri 45 minuti per percorrere la strada panoramica. La ricompensa è il riposo all’ombra, con questa vista:

lago di ledro

Mi dicono dalla regia che 600 metri di dislivello percorsi con queste tempistiche, senza alcun allenamento e senza brontolare (a Malaga per salire al Gibralfaro sì che avevo brontolato), siano un gran risultato. Io mi fido, ma in quel momento non vedevo l’ora di arrivare al lago per fare questo:

lago di ledro

Cosa fare a Riva del Garda quando piove

Dicevamo, Riva del Garda è un paesino carino, ma è anche piccolo e non c’è molto altro da fare. Se il maltempo dovesse rovinarvi i piani all’improvviso, c’è un altro modo per andare dal lago di Garda a quello di Ledro: per percorrere questa strada, non servono le scarpe da trekking, ma una felpa e un caschetto da cantiere 🙂

Basta fermarsi un po’ prima dell’imbocco del sentiero per accorgersi che sul lungolago c’è uno strano palazzo incastonato nella montagna, un po’ troppo imponente rispetto allo stile delle altre costruzioni. È la centrale idroelettrica di Riva del Garda, inaugurata all’inizio del ‘900 e oggi attivata solo in caso di necessità (tipo quando in città si muore con 42° e tutti accendiamo i condizionatori, per intenderci).

centrale idroelettrica riva del garda

Ha questo aspetto così pretenzioso perché c’è lo zampino di Gabriele D’Annunzio, che con la scusa dell’estetica blablabla, ha messo una buona parola per affidare al suo amico architetto Giancarlo Maroni il progetto dell’involucro esterno della centrale. Il risultato è una specie di palazzo alla Gotham City in salsa classicheggiante in un posto che invece ha casette piccole e colorate, e vabbè, ma l’interno, con tutta la sua grezza funzionalità, è bellissimo.

Già, perché la centrale è visitabile (qui tutte le info): dopo una parte didattica pensata per i marmocchi, si indossa il caschetto e si entra dentro la montagna, dove viene incanalata e trasformata in energia l’acqua che viene da 600 metri più in alto, ovvero proprio dal lago di Ledro 🙂

visita centrale idroelettrica riva del garda

Purtroppo non si possono fare fotografie durante la visita, ma turbine, gallerie e antiche strumentazioni di controllo meritano davvero. Alla fine, vi godrete pure la vista dalla terrazza, bella anche se dovesse piovere 🙂

visitare centrale idroelettrica riva del garda