Siviglia in due giorni: la Spagna di ieri e di oggi in un gazpacho

Siviglia in due giorni vuol dire zigzagare dal passato al presente e viceversa. In giro per la città e a tavola, con le migliori tapas di tutta la Spagna.

7' di lettura

Ci sono stata un anno fa. Sì, già un anno fa e ancora non ne avevo parlato. Shame on me. Ho visitato Siviglia in due giorni alla fine del mio viaggio: è stata senz’altro la ciliegina sulla torta, ma è talmente bella che neanche lei mi ha aiutato a scegliere quale sia la città più bella dell’Andalusia. Ho detto ciliegina sulla torta, ma forse avrei dovuto dire un tocco di verde su un gazpacho freddo, e ora provo a spiegarvi perché.

Siviglia in 2 giorni a partire dai classici, oppure no?

Le ho viste anche io tutte le cose suggerite dalla guida: l’Alcázar, la cattedrale, la Giralda, Plaza de España… ma Siviglia mi è piaciuta moltissimo non perché queste cose fossero mozzafiato, piuttosto per lo spirito della città, che combina tutto il suo ingombrante e barocco passato con un presente frizzante e dinamico.

La Spagna l’ho girata abbastanza ormai. Madrid resta la mia preferita, per il suo modo elegante ed eclettico di essere capitale (nonostante i madrileni 🙂 ), Barcellona mi ha annoiata, Malaga e Granada mi hanno fatto faticare per salire in cima all’Alcazaba e all’Alhambra ma poi, che meraviglia!

visitare siviglia in due giorni

In nessun posto come a Siviglia però mi sono sentita come in una strana dimensione temporale e spaziale, in cui le auto rumorose su Paseo de Cristóbal Colón all’improvviso diventano il silenzio delle viuzze del quartiere ebraico; in cui le tapas rozze e un po’ insapore della storica Bodega Santa Cruz convivono con quelle gustose e moderne de La Azotea; in cui la nuvola parasole di Plaza de la Encarnación ti fa dire wow tanto quanto le decorazioni geometriche dell’Alcázar.

Quindi questa non sarà una lista di cose da vedere, ma una lista di cose da fare e vedere accoppiate, per godersi al meglio i contrasti di Siviglia. Ah, l’avete capito che si mangerà anche, sì? 😛

Lo shopping di ieri e di oggi, in negozi di ieri e di oggi

Le insegne antiche dei negozi storici mi sono sempre piaciute (se avete già letto il mio diario di viaggio a Malta e Gozo ve lo ricorderete). A Siviglia se ne trovano diverse nella via dello shopping per eccellenza, Sierpes

siviglia in due giorni sierpes

L’orologiaio, l’armeria sportiva e anche la pasticceria presso cui da più di 100 anni si rifornisce la famiglia reale spagnola, convivono con le nuove botteghe delle viuzze intorno, tra cui la più bella era sicuramente questa

siviglia in due giorni negozi

Quel ragazzo stava suonando, e avreste potuto ascoltarlo per ore 🙂

Lo spazio privato di ieri, e lo spazio pubblico di oggi

Metti un palazzo bellissimo, decorato con ceramiche e stucchi colorati, perfetti, geometrici e ipnotici, ma privato.

siviglia in due giorni alcazar

Metti anche una struttura pubblica molto strana, un incrocio fra un bosco e una nuvola, pensata per riqualificare la piazza in cui sorge e coprirla dal sole (in Andalusia non è banale, c’erano 30 gradi a novembre).

siviglia in due giorni metropol parasol

Il primo è l’Alcázar, ex forte arabo come tanti da queste parti, oggi ancora residenza ufficiale dei Borboni quando passano da queste parti. Il secondo è il Metropol Parasol, la terrazza che ricopre Plaza de Encarnacion restituendola a chi vuole fare una passeggiata in piazza senza bruciare vivo sotto il sole cocente, o avere una vista panoramica sulla città.

alcazar siviglia in due giorni

Difficile dire che l’Alcázar non sia splendido (anche se non è certo ai livelli dell’Alhambra di Granada), però solo oggi possiamo vederlo come patrimonio di tutti. Altrettanto difficile dire che il Metropol Parasol sia classicamente bello, però l’intenzione con cui è nato lo è. A voi il giudizio sull’estetica, ma credo che una città in cui si possano sperimentare nuovi modi di vivere insieme sia più interessante di una che si compiace solo del suo passato (e nel suo passato resta incastrata).

Il kitsch e l’essenziale

Ci sono almeno due luoghi a Siviglia che sono davvero troppo, troppo per tutto. Uno è Paseo de Cristóbal Colón, trafficatissimo lungofiume, e l’altro è Plaza de España, che… boh… è davvero il trionfo del kitsch.

siviglia in due giorni torre del oro

Sul lungofiume trovate non solo un sacco di negozietti pieni di paccottiglia turistica, ma anche la Torre del Oro, ex avamposto di controllo dei traffici marittimi sul Guadalquivir, e la famosissima Plaza de Toros, dove ancora oggi si svolge la corrida.

siviglia in due giorni plaza de espana

Plaza de España è una piazza in stile neo-moresco costruita alla fine degli anni ’20 in occasione dell’Esposizione iberoamericana, una specie di Expo post-coloniale che doveva celebrare la grandezza della Spagna e il suo legame con le ex colonie appunto.

siviglia in due giorni plaza de toros

A me della corrida non frega niente: non ci vedo né quella poetica dell’eroe che sfida la morte, come dicono dei suoi sostenitori, né mi tocca la tematica animalista. Mi sembra solo un cliché buono per farci souvenir, e come tale non ne ho una buona opinione. Della mega piazza, invece, mi pare si sia capito che non apprezzo l’architettura retorico-trash (tipo l’Altare della Patria a Roma e affini).

siviglia in due giorni quartiere ebraico

Per questo, dopo essere passati da qui, probabilmente vi piacerà ancora di più la dimensione più ristretta delle viuzze del quartiere ebraico, proprio dietro l’Alcázar. Silenzio (soprattutto dopo pranzo o la sera 🙂 ), casette dalle facciate minimali e colorate, evidentemente ristrutturate di recente e ri-abitate da altrettanto poco tempo, balconcini di ferro battuto e portoni massicci di legno, pavimentazioni a scacchiera e strade dal nome tanto semplice quanto essenziale: Agua e Vida.

quartiere ebraico siviglia in due giorni

La cattedrale vera e la cattedrale nel deserto

Non si può non visitare la Cattedrale di Siviglia. Sarete sicuramente stati a San Pietro a Roma, e se siete stati a Londra avrete visto almeno da fuori Saint Paul: allora vi manca la terza chiesa cattolica più grande al mondo, ed è proprio qui in Andalusia.

siviglia in due giorni cattedrale

Non è solo enorme, ma è anche un monumento all’horror vacui. Non ho mai visto un edificio religioso più opulento e tracimante di paramenti sacri (al limite del blasfemo per come la vedo io) come questo. Ci si sente sovrastati dalla quantità di marmi e ori, e gli argenti dell’altare maggiore sembrano la scenografia di un video di Marylin Manson.

cattedrale siviglia in due giorni

Ma non avevi detto che non ti piace il troppo che stroppia? Sì, e lo confermo: però visitare la Cattedrale di Siviglia è interessante per almeno due motivi. Il primo è che ancora oggi è un punto di riferimento quasi politico in città, e anche solo le sue dimensioni testimoniano il peso del cattolicesimo nella cultura spagnola (e anche noi dovremmo saperne qualcosa).

visitare cattedrale siviglia

Il secondo è la Giralda, la torre campanaria nata come minareto. È alta 70 metri e vale la pena salire in cima per ammirare Siviglia dall’alto. Non è neanche faticoso, perché all’interno non c’è una scala ma una rampa con 33 “tornanti”: serviva al muezzin per salire a cavallo, mica scemi gli arabi 😛

siviglia in due giorni panorama

A proposito di architetture funzionali, mentre in centro la Cattedrale e la Giralda resistono più gagliarde che mai, più in periferia, lungo il Guadalquivir, c’è una cattedrale nel deserto. È la cittadella di Expo ’92, di cui restano un ponte e qualche padiglione in stile luna park abbandonato. Fate un giro nel parco sul lungofiume verso il tramonto: i sevillani portano a spasso il cane, corrono o pomiciano, su uno sfondo abbastanza decadente. A volte, il miglior modo di essere contemporanei è solo vivere la quotidianità.

siviglia in due giorni cittadella expo 92

Parentesi di servizio: pare che la Curia se ne fotta talmente tanto della modernità che è praticamente impossibile comprare i biglietti online (spero che ora le cose siano cambiate). Nel dubbio, per evitare le code chilometriche, visitate la Cattedrale alle 3 del pomeriggio mentre sono tutti a pranzo. Attesa ragionevole fra i 15 e i 20 minuti per arrivare alla biglietteria e meno folla 😉

Come (quasi) sempre, il cibo è rivelatore

Anche se Feuerbach non voleva essere proprio così semplicistico, la sua frase è comunque talmente vera da essere forse una delle risposte al senso della vita, almeno nei Paesi del Mediterraneo 🙂 L’uomo è ciò che mangia, e infatti è a tavola che sono arrivata a farmi un’idea dello spirito di Siviglia.

siviglia in due giorni brunilda

Andate comunque una sera alla Bodega Santa Cruz, per una caña ignorante accompagnata da fritture non meglio identificate e osti che segnano il conto sul bancone di marmo, come da tradizione. Poi però, cercate di mangiare almeno una volta da La Azotea o La Brunilda, due taperie giovani e colorate che vi metteranno a vostro agio in sala mentre trattano con cura e creatività gli ingredienti ai fornelli.

siviglia in due giorni la azotea

Io la voglia di novità di Siviglia l’ho assaggiata nel gazpacho de La Azotea. Freddo, gustosissimo, più chiaro di come i film di Almodovar ce lo hanno presentato, vivace, e servito in un bicchiere di terracotta anziché in un piatto fondo. Un classico della cucina spagnola però sorprendente: non era solo ottimo, era grintoso. Come Siviglia.