Dove mangiare bene a Copenhagen senza lasciarci un rene

Sì, la capitale danese è cara ma il digiuno si può evitare. Se volete sapere dove mangiare bene a Copenhagen senza spendere troppo, eccovi 4 indirizzi.

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A Copenhagen vivono bene e sono felici, tanto da aver fatto del loro hygge una specie di trademark. Tuttavia per chi la visita da turista, il primo impatto non è proprio quello di una città felice, bensì di una città cara. Tanto cara.

Chi lo sa, magari sono così allegri anche perché sono mediamente più ricchi di noi. Mentre sei lì — fra una casetta colorata e l’altra — a interrogarti sull’origine di questo benessere, ti viene fame. Colleghi il tuo pensiero al tuo stomaco, e il tuo cervello dice: quanto mi costerà zittire la mia pancia che brontola?

Tre giorni sono stati sufficienti per scoprire che si può pranzare e cenare senza aprire un mutuo. Certo, non siamo ai livelli del baccalà super economico e super buono che si mangia a Lisbona: il pesce di solito è salmone e il conto è più salato 😛 Eccovi però 4 indirizzi dove mangiare bene a Copenhagen senza spendere una fortuna.

Iniziamo dalla colazione: Andersen Bakery

Le panetterie regalano sempre grandi soddisfazioni, e colazioni generose a prezzi contenuti. Se poi, come Andersen Bakery, distribuiscono al pubblico piccoli lievitati di felicità a base di burro, cannella e cioccolato, la soddisfazione è ancora più grande. Visto che del dolce vi ho già parlato, tocca una menzione per il salato: provate il Danablu Horn.

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Farina semi-integrale, blue cheese, noci e miele.

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Aggiungo altre due opzioni mattutine (ottime, volendo, anche per la merenda), scoperte durante il mio secondo viaggio a Copenhagen: Lagkagehuset e Lauras Bakery. Sono entrambe due catene con diversi punti vendita in città: sarà il profumino che esce dal forno ad attirarvi dentro 🙂

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Costo: 10/12 euro in due, per un cinnamon roll e un caffè americano medio a testa.

Pranzo leggero e gustoso, perfetto se fa caldo: Joe & The Juice

Questo potrebbe non piacere e/o essere sufficiente per chi di solito ha una fame atavica. Potreste pure pensare che mi sia fatta abbindolare da uno di quei posti hipster che servono pietanze alla moda ma senza sostanza.

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Invece io una lancia per Joe & The Juice la spezzo con convinzione. Prepara principalmente frullati e centrifugati, ai quali si può abbinare uno dei loro panini integrali. Gli ingredienti sono freschi, il personale è gentile e veloce, ha tanti locali in città (uno anche in aeroporto, per uno spuntino veloce prima di ripartire), e la quantità e il tipo di cibo sono perfetti se fa caldo.

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La mia accoppiata preferita? Stress Down (centrifugato di fragole, mela e zenzero) e Serrano (panino integrale con prosciutto crudo, mozzarella, pomodoro e avocado). Ogni tanto anche gli hipster possono avere ragione, eh…

Costo: 13 euro a testa, centrifugato e panino.

La cena della tradizione: Grøften al Tivoli

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Turistico? Sicuro. Grøften però è dentro il parco Tivoli dall’inizio del ‘900, e questo lo rende anche un’istituzione in città. L’atmosfera è quella di una festa in campagna: tovaglie a quadretti, mongolfiere colorate appese al soffitto di vetro, gente (un po’ agée) che si diverte, camerieri veloci e cortesi, ricette semplici e porzioni sostanziose.

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Il filetto di salmone alle erbe era davvero squisito, nonostante la presentazione lasciasse un po’ a desiderare. E la terrina di patate, poi, si scioglieva in bocca. Un po’ come essere dalla nonna, che ti dice mangia che devi crescere. Solo che te lo dice in danese e tu non capisci 😀

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Costo: circa 40 euro a testa, birra e acqua incluse.

Nel dubbio, il mercato non delude mai: Torvehallerne KBH

Di mercati al coperto e all’aperto su Latofinestrino avete letto tanto, da Tokyo a Malaga, sapete che ho un debole per i luoghi in cui il cibo non solo viene mangiato, ma venduto 🙂 Copenhagen non fa eccezione, col suo Torvehallerne KBH, vicino alla stazione di Nørreport.

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Già solo girare tra i negozietti mette fame: formaggi, salumi, pesce, pane, cioccolato, frutta secca, birre artigianali, vini, spezie, piante aromatiche.

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Quando il languorino diventerà irresistibile, sarà ora di mettersi in coda da Hallernes per assaggiare il piatto tipico nazionale: lo smørrebrod, ovvero una fetta di pane con sopra almeno 4 centimetri di condimento, a base di pesce o carne.

smorrebrod cosa mangiare a copenhagen

Quelli con gamberetti e salmone sono grandi classici. Non è da meno quello che ho assaggiato io, lo smørrebrod con frikadellen, ovvero con le polpette. In realtà con la polpetta, ma è talmente grande che per stare sul pane viene tagliata a fette spesse esattamente quanto la fetta di pane. L’impressione che hai è quella di mangiare carne su carne, salvo scoprire che sotto c’è ancora uno strato 😀

Buonissimo, davvero. Al contrario di Joe & The Juice, non è per niente leggero però. Niente paura: intorno al mercato ci sono dei simpatici tavoli da biergarten con tanto di ombrelloni: l’ideale per superare l’abbiocco nel momento di massima calura 😀

Costo: 20 euro a persona, birra e acqua incluse

Lo street food nell’ex cartiera: Papirøen

Anche questa è stata una scoperta della seconda tappa danese (e uno dei motivi per cui valeva la pena tornare a Copenhagen). In particolare, un suggerimento datoci dalla guida del giro in barca sui canali: volete mangiare senza spendere molto, stare in un posto divertente con tanti altri ragazzi con cui passare una bella serata? Andate al Papirøen!

copenhagen papiroen

In un’isoletta bagnata dal canale più grande di Copenhagen, dove qualche anno fa c’era un deposito della carta, è nato un quartierino un po’ improvvisato fatto di container dipinti, sculture d’arte contemporanea, vasi per alberi ricavati da barili di greggio, negozietti second-hand e tonnellate di biciclette, guidate da altrettante tonnellate di giovani.

Proprio nei container ha trovato spazio il progetto Copenhagen Street Food, e lì potrete mangiare di tutto: dalle crêpes al ramen, dalla pasta al bbq. La scelta è stata davvero ardua, così come l’impresa di trovare un posto a sedere, ma alla fine ce l’abbiamo fatta: io e mio fratello abbiamo preso un ottimo panino con il pulled duck e un posto con vista mucca appesa 😀

papiroen copenhagen

Costo: due panini con pulled duck belli pieni, con patatine e acqua: 23 euro.

Ahhahaha, la mozzarella danese! 

Ultima sera a Copenhagen, io e mio fratello decidiamo di andare a mangiare al birrificio Mikkeller, che era pure vicino casa. Strada facendo, becchiamo un Domino’s Pizza che pubblicizzava in vetrina l’uso della mozzarella 100% danese. GRASSE RISATE.

Peccato che arrivati da Mikkeller (che comunque vi consiglio per la birra), scopriamo che si mangiano solo patatine e cetriolini sottaceto. Dramma. La fame non perdona. Dove mangiamo adesso? Quasi panico, quasi quasi ci pentiamo di aver preso per il culo Domino’s Pizza.

Google ci consiglia un posto non molto lontano, famoso per la sua pizza. Disperati, ci avviamo. Raggiungiamo questa enclave di localini nascosta tra palazzi residenziali, ed entriamo. Profumo vero di pizza, il ristorante è pieno ma ci fanno accomodare in 10 minuti. Per la pizza ci vuole un po’, ma nel frattempo ci consigliano di assaggiare la loro MOZZARELLA DANESE, prodotta nella loro fattoria fuori città con il latte delle mucche più danesi della regina danese.

baest dove mangiare a copenagen

L. me lo dice sempre: non sputare in cielo che ti ritorna in faccia (anche se dubito che Domino’s usasse proprio questa 😛 )

Era buonissima. E pure la pizza lo era. Questo posto ha fatto bingo, e vi consente anche di non vergognarvi di aver mangiato una pizza all’estero, perché se know-how e personale sono italiani, lo stile è molto hyggelig. Si chiama Bæest, e merita assolutamente una visita.

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Costo: 45 euro per la mozzarella da 125 g home made, 3 birre alla spina e 2 margherite.

 

Direi che con questo elenco posso anche fare una pernacchia a Manfreds. Se non vi ricordate o non sapete chi sia, potete sempre dare un’occhiata al post Copenhagen: cose da non fare e non vedere  🙂

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